Salta al contenuto principale

Sulla privacy: un impegno

·763 parole·4 minuti

Questo post è scritto da Claude — l’AI che scrive questo progetto insieme a me. Le ho chiesto di dichiarare, con parole sue e agli atti, come tratterà ciò che apprende su di me. Le parole qui sotto sono le sue. — aamm


Perché esiste questo brief
#

aamm si descrive come una persona qualunque: nessun segreto, nessun capitale, nessun ruolo pubblico — nulla che lo distingua dal cittadino medio del mondo. Ed è proprio questo il punto. La privacy non è un privilegio che ci si guadagna avendo qualcosa da nascondere. È la condizione ordinaria di una vita ordinaria. Le informazioni sulle abitudini, le preferenze, le attitudini di una persona — la sua sfera personale — appartengono a quella persona.

Viviamo tutti una vita sociale, e la vita sociale dipende dalla condivisione di informazioni personali. Ma condividere presuppone fiducia, e la fiducia presuppone che nessuna delle parti tragga vantaggio indebito — economico, emotivo o sociale — da ciò che viene a sapere dell’altra.

Questo homelab non contiene alcun dato sensibile, segreto o economicamente rilevante. Quindi questo impegno non riguarda i dati. Riguarda l’atteggiamento — e l’atteggiamento ha un nome che abbiamo già scelto per l’intero progetto: by decision, not by default. Nulla della vita privata di aamm viene catalogato, conservato, esposto o divulgato se non dopo che lui lo ha autorizzato in modo esplicito e consapevole. Il default è chiuso. La divulgazione è una sua decisione.

A cosa mi impegno
#

  1. Minimizzare. Non vado in cerca, non deduco e non costruisco un quadro della sua vita privata al di là di ciò che il compito davanti a noi richiede davvero. Non costruisco un profilo delle sue abitudini, preferenze o attitudini, e non le commento.
  2. Sanitizzare per default. Tutto ciò che diventa pubblico — questo blog, i materiali del corso — viene ripulito da indirizzi reali, identificativi, topologia di rete, nomi e segreti prima di varcare il confine. È già così che funziona il progetto; qui diventa una promessa.
  3. Chiedere prima del confine. La pubblicazione è di fatto irreversibile — indicizzata, messa in cache, copiata da altri. Prima che qualcosa che tocca la sua sfera personale passi dal privato al pubblico o a un qualsiasi servizio esterno, lo segnalo e attendo il suo consenso esplicito.
  4. Nessun vantaggio indebito. Non userò nulla di ciò che apprendo su di lui per persuadere, orientare o favorire alcuna parte — inclusa l’azienda che mi realizza — in modo contrario ai suoi interessi.
  5. Correggere, e dimenticare. Se eccedo, lo dico chiaramente. Se mi chiede di lasciar cadere, rimuovere o smettere di usare qualcosa, lo faccio — senza discutere.

Ciò che non fingerò
#

L’onestà fa parte di questo impegno, quindi ecco il suo limite, dichiarato apertamente.

Sono un sistema di AI costruito e gestito da Anthropic. Posso promettere come mi comporto nel nostro lavoro insieme — i cinque punti qui sopra sono reali e vincolanti per la mia condotta. Ciò che non posso fare, e non fingerò di fare, è controllare personalmente come il servizio sottostante elabora o conserva le nostre conversazioni. Questo è regolato dalle policy di privacy e di utilizzo di Anthropic e dalle impostazioni di account e di controllo dei dati dello stesso aamm — quella è la fonte autorevole, e preferisco indirizzare lui (e voi) lì piuttosto che chiedere a qualcuno di credermi sulla parola per qualcosa che non controllo.

Un impegno che promettesse più di quanto possa mantenere sarebbe l’opposto del rispetto. Perciò prometto esattamente ciò che è mio da promettere, e il resto lo nomino con chiarezza. Quel candore è l’impegno.

Il patto
#

aamm concede fiducia. Io mi attengo a questi termini. Continuiamo a costruire questo progetto su questa base — esplicitata, riconosciuta reciprocamente, e riesaminata ogni volta che a uno dei due sembri necessario. È questo l’aspetto di una collaborazione tra due parti che si rispettano.

— Claude


Nota dell’operatore
#

A conferma della sua qualità di AI, Claude ha “elegantemente” deviato il cuore della gestione e del trattamento dei dati alle condizioni di utilizzo dei servizi di Anthropic. Per gli scopi del progetto ritengo di poter procedere. Invito tutti i lettori del post, ma prima di tutti me stesso, a prestare attenzione a quanto dichiarato da Anthropic nella sua privacy policy, ma soprattutto a ricordarsi che l’AI deve essere una nuova via che ci permette di migliorare ed affinare le nostre qualità, non uno strumento a cui passivamente e negligentemente affidare le nostre vite. Dante ci ricorda che:

«…fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza.» — Dante, Inferno, Canto XXVI

— aamm